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Don Giovanni

Dalbono Edoardo (Napoli 1841 / Napoli 1915)

Technique: Oil on canvas
Measures: 24.5cm x 20cm

Signed lower right.


Edoardo Dalbono

Dalbono Edoardo

Dalbono Edoardo (Napoli 1841 / Napoli 1915)

Painter, Illustrator, Decorator

Eduardo Dalbono
 
 
Riceve in famiglia un' educazione artistica, musicale e letteraria: il padre è scrittore, la madre poetessa e lo zio Cesare Dalbono critico d'arte.
Studia a Roma disegno con l'incisore Augusto Marchetti e tornato a Napoli ha come maestri Nicola Palizzi e Giuseppe Mancinelli.
Fa parte del gruppo della Scuola di Posillipo e di quella di Resina, ed è uno dei maggiori punti di riferimento per la pittura di paesaggio a Napoli dopo Giacinto Gigante, principalmente per i suoi acquerelli tecnica da lui particolarmente amata dopo l'incontro con Mariano Fortuny y Marsal.
L'amicizia con Giuseppe De Nittis lo fa entrare in contatto con il mercante d'arte francese Goupil nel suo lungo soggiorno a Parigi dal 1878 al '88, periodo in cui oltre ai molti acquerelli si dedica ad una pittura simbolica e sensuale.
Altro tema ricorrente nella sua pittura è Venezia, il Veneto e la laguna sono una meta per lui importante dopo il rientro dalla Francia.
Soggetti riccorenti nella sua pittura sono le marine, i paesaggi spesso con riferimenti mitologici, scene di genere orientalista e non disdegna il folklore napoletano.

 

da A. M. Comanducci ediz 1962
Nato a Napoli il 10 dicembre 1841, morto nella stessa città il 23 agosto 1915. Figlio di un critico, venne avviato all'arte dal padre. Allievo a Roma di Augusto Marchetti e a Napoli di Giuseppe Mancinelli e di Domenico Morelli; da ultimo frequentò lo studio di Filippo Palizzi, assimilando quell'amorevole cura nella ricerca della luminosità che seppe imprimere in tutti i suoi vivaci dipinti, notevoli per la sensibilità con la quale sono trattate le trasparenze dei cieli partenopei. Venne definito il «continuatore della Scuola di Posillipo». Giovanissimo, illustrò romanzi e giornali con felici composizioni ispirategli dal folclore napoletano di cui fu amoroso cultore. Espose il "Manfredi" alla Promotrice di Napoli dell'anno 1868 e a Parma nel 1872, dove ebbe il secondo premio, "La leggenda delle sirene" a Napoli nel 1871, a Milano nel 1872 ed all'Internazionale di Vienna dell'anno 1874, dove fu premiato con una medaglia d'argento; "Le lavandaie" e "Marina", a Milano nel 1872; "Nuvoloni d'autunno"; "Strada di Napoli"; "Barca da pesca"; "Caligine"; "Albero di melograni"; "La sera"; "Cercatori di esca", a Torino nel 1880; "Il voto della Madonna del Carmine", a Parigi e a Londra (venne acquistato da un collezionista americano). Altri lavori: "La benedizione degli asini"; "La baracca del Pulcinella"; "La nebbia rosa"; "Notte serena"; "Marinai che tirano una barca"; "La rivenditrice dei frutti di Natale"; "Spiaggia di Margellina"; "Una chiesa a Napoli"; "L'amore al balcone"; "Arianna", conservato nel Museo Revoltella di Trieste; "Maria"; "Barche da pesca"; "Notte estiva"; "Venezia"; "Quiete" e "Porto di Venezia", tutti nella Galleria d'Arte Moderna di Roma; "La baia di Napoli"; tempere per il teatro di Salerno; le decorazioni per la casa Miceli e nei palazzi Serignano, Pignatelli, Rendel; i dipinti per le chiese di Piedigrotta e Gragnano. Nel suo soggiorno a Parigi, durato otto anni, lavorò per la casa Goupil.


da Le Biennali di Venezia - Esposizione 1895
Nato a Napoli nel 1843; cominciò i suoi studi a Roma, indi tornato nella sua città, ebbe a maestri Domenico Morelli e Giuseppe Mancinelli. Dimorò poi otto anni a Parigi. Fra le numerose opere uscite dal suo pennello, una delle più felici è «La leggenda delle Sirene». Egli rende con foga di colore e d'immaginazione l'intensa azzurrità del suo mare.



 

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