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Nicolas De Corsi

De Corsi Nicolas

Odessa - Ucraina 1882 / Torre del Greco - Napoli 1955

Painter
Biografia

Nicolas De Corsi è figlio del Console italiano e della russa Emma Suppicich. Rimasto orfano di padre la madre sposa il nobile Gutierrez, Console spagnolo in Russia anche il patrigno muore, costringendo la madre a trasferirsi e a portarlo con se, giovanissimo, in Spagna. La signora Emma si recarsi in Italia ed il giovanissimo Nicolas viene affidato alle cure del Direttore del Carcere di Madrid.
La quotidianità gli permette di conoscere personaggi tanto particolari quanto spesso poco raccomandabili e la bocciatura all'esame per baccelliere lo porta ad unirsi ad una carovana di zingari.
De Corsi lascia Madrid ed il capo carovana stesso lo rifornisce di matite, carta e pastelli, facendogli assaporare il piacere di dedicarsi solo alla natura e al suo studio.
Il cantante, prestigiatore della carovana, con il quale ha stretto forte amicizia si unisce a lui ed insieme iniziano ad andare in giro per la Spagna e realizza ritratti, sempre ambientati in castelli da sogno, cattedrali maestose e tramonti mozzafiato per mantenersi.
La polizia lo trova a Toledo, viene accompagnato a Milano dalla madre, con la quale inizia un nuovo viaggio in Italia alla ricerca dell'eredità paterna: Genova, Milano, Firenze, Roma, Venezia, soggiorni più o meno lunghi, poi l'arrivo al sud.
Risiede per un pò a Roma dove incontra e stringe amicizia con Carlo Siviero, ha la fortuna di conoscere Antonio Mancini, e ciò è sufficiente per colmare le sue lacune culturali, e per capire i fondamenti della vera arte pittorica e della sincerità di espressione, senza perdere la spontaneità dell'autodidatta.
Napoli è per De Corsi la rivelazione, mette da parte la figura, la sua pittura ovunque si riempie del “mare”, della natura che lo circonda, di quelle case così uniche e particolari che sanno di “mare” e delle sfavillanti feste notturne piene di mille colori che esplodono, escono dalla tela, per invitarci a fare festa ma con il “mare” sullo sfondo. 
Tra le prime persone con cui crea un rapporto particolare c'è Edoardo Dalbono, il maestro lo prende in simpatia lo incoraggia e lo consiglia indirizzandolo verso la pittura di paesaggio.
Attilio Pratella, Vincenzo Migliaro, Giuseppe Casciaro, Vincenzo Caprile, Vincenzo Irolli, Pietro Scoppetta e altri sono all'arrivo di De Corsi nella loro maturità artistica, ma i giovani gli irrequieti i suoi coetanei sono l'amico Carlo Siviero, Gaetano Richizzi, Eugenio Viti, Gennaro Villani, Felice Casorati e un Luca Postiglione che opera sulla scia del fratello Salvatore Postiglione.
La lista delle Esposizioni alle quali ha partecipato è lunga, e la sua presenza è sempre stata coronata da successi, presenta le sue opere a Milano, Torino, Parigi, Venezia, Bruxelles, Barcellona e, naturalmente, Napoli.
Nel 1909 un gruppo di giovani artisti, da vita ad un comitato indipendente dalle altre istituzioni artistiche e organizza la I Esposizione giovanile d'arte di Napoli presso la Sala Nobile al Rione Amedeo. Sono inizialmente ventitré, e salgono in realtà a ventisette con la presenza di Giuseppe Aprea, Francesco Galante, Saverio Gatto e lo stesso De Corsi che fanno parte della commissione d'accettazione delle opere.
Lo ritroviamo anche nel 1911 a Roma alla I mostra degli Indipendenti a Palazzo Teodoli, organizzata con l'idea, in parte fallita, di farla diventare una sorta di “Salon des Refusès”, in contrapposizione alla Esposizione Internazionale di Valle Giulia.
L'incontro e l'amicizia nata con Minozzi, presidente della Società Promotrice Salvator Rosa, lo fa incontrare con Vincenzo Gemito, e a casa dello scultore conosce un altro estroso esponente della pittura dell'epoca: Gaetano Esposito.
L'acqua e ciò che la circonda sono elementi che affascinano De Corsi, e uno come lui avrebbe mai potuto non innamorarsi di Venezia? Quasi sicuramente ha visto per la prima volta la laguna con la madre da ragazzo, perciò in occasione della Biennale del 1910 ha forse modo di capire con occhi più maturi il fascino di quei luoghi.
Certo è, che vi è sicuramente tornato varie volte e la Serenissima, così come il mare di Chioggia,o le isole sparse nella laguna sono rappresentate in tutte le loro sfumature,un mare di lucciole nel sole, i canali con gli squarci di luce nel buio della sera, quelle case che come quelle della costiera hanno in se tutto il profumo della loro acqua e della loro gente. Per rappresentare Venezia, spesso usa la tecnica dell'acquerello che meglio rende tutta la liquidità che la contraddistingue, e così dimostra ancora una volta le qualità della sua arte con l'immediatezza e la freschezza dei toni trasparenti. 
Il Conte Giuseppe Matarazzo di Licosa si può definire il mecenate di De Corsi, ma per lui è l'amico e l'uomo che lo ha accolto con affetto e stima nella sua casa: da quel momento i suoi dipinti più belli finiscono nella collezione Matarazzo, la più ricca della città, dove sono raccolte le opere di  Francesco Galante, Eugenio Viti, le sculture di Carlo De Veroli oltre ai dipinti di Antonio Mancini, Vincenzo Migliaro, Pietro Scoppetta, Vincenzo Irolli.
Nel 1934 si trasferisce a vivere in una casetta di pescatori a pochi metri dall' acqua a Torre del Greco. Non se ne andrà più fino alla fine, passando il tempo in compagnia del suo giovane allievo Vito Esposito “Il tripolino” un sedicenne che con la sua esuberanza  lo riporta forse indietro nel tempo.
Con il passare degli anni i suoi dipinti divengono più meditati e la sua tavolozza meno vivace, quasi ad accompagnarlo verso il crepuscolo.
Muore alla fine del 1955 ma le sue opere restano a testimoniare un legame indissolubile con Napoli , la costiera e Torre in particolare.


da A. M. Comanducci ediz 1962
Di origine spagnola, nato a Odessa il 5 agosto 1882. Come artista è italiano e più precisamente napoletano. La sua produzione si riallaccia al grande maestro dell'arte napoletana, Giacinto Gigante. È acquarellista di forza non comune, che unisce ad una deliziosa grazia di sentimento una bella efficacia di colorazione e una sicura solidità di costruzione. Opere esposte alla Primaverile Fiorentina nell'anno 1922: "Amalfi"; "Piazza di Pozzuoli"; "Barca da pesca"; "Strada sul mare"; "Amalfi sotto l'arco"; "Banchina di Pozzuoli". Alla Biennale Veneziana del 1910: "Dopo la pioggia nel porto di Napoli".





Bibliografia

A.M. Comanducci - Pittori italiani dell'Ottocento - Milano 1934
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962

E. Giannelli - Artisti napoletani viventi - Napoli 1916

H. Vollmer - Kunstlerlex - 1953

Esposizioni

Promotrice Firenze 1922 / 1927
Promotrice Napoli 1904 / 1911 / 1912 / 1913 / 1914 / 1915-16  / 1916-17 / 1920-21  / 1922

Primaverile Firenze 1922

Sindacato fascista della Campania 1929 / 1932 / 1933 / 1934 / 1935 / 1936 / 1937
Sindacato fascista del Lazio 1930

Biennale Venezia 1910
Biennale Roma 1921
Biennale Napoli 1921

Quadriennale Roma 1931
Quadriennale Torino 1908

Esposizione nazionale Milano 1906

Esposizione internazionale dell'acquerello Milano 1923
Esposizione internazionale fiumana Fiume 1925

Mostra Arte marinare Roma 1926 / 1927
Mostra degli Indipendenti Roma 1911

Società Amatori e Cultori Roma 1901 / 1905 / 1910 / 1915 / 1930

Opere

Costa napoletana , Fondazione Cariplo
Costiera amalfitana, Banco di Sicilia
Marina, Banca di Credito Popolare
Mercato, Museo civico Pescia
Marina con pescatori e barche, Museo civico Pescia


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