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Antonio Calcagnadoro

Calcagnadoro Antonio

Rieti 1876 / Roma 1935

Painter, Engraver, Decorator
Biografia

Figlio di Cesare Calcagnadoro, pittore decoratore, finita la scuola elementare, affianca il padre ed in contemporanea prende lezioni dal pittore Giuseppe Ferrarini. Presto mette in evidenza le sue doti che lo portano a Padova, nel 1891, nello studio del pittore Giuseppe Casa, e l’anno successivo a beneficiare del Pensionato benefico concessogli dal Collegio Sabino della sua città, che lo porta a studiare a Roma, all’Istituto di Belle Arti dal 1894 al 1898, allievo di Domenico Bruschi e Filippo Prosperi. A Roma frequenta il pittore Francesco Bergamini, che Calcagnadoro ha sempre considerato il suo unico maestro.
Nel 1898 ottiene la medaglia d'argento al Concorso Donizettiano di Bergamo con "Le ultime ore di Donizetti", nel 1899 partecipa alla Mostra Nazionale di Perugia con "In chiesa", ottenendo anche una medaglia d'oro all'Esposizione di Firenze, ove espone "I disoccupati". Abile decoratore, sono suoi i decori con motivi ornamentali della galleria della casa parrocchiale della Chiesa di San Rufo in Rieti, della Sala Maggiore del Palazzo Civico di Rieti, della Cappella del Crocifisso nel Duomo di Rieti, dell'Aula Consiliare del palazzo del Comune di Rieti, del soffitto del piano nobile di Palazzo Sanizi, del Padiglione Ligure alla Mostra Etnografica di Roma, il sipario del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti con "La resa di Gerusalemme a Flavio Vespasiano", il sipario del Teatro Verdi di Terni e il velario del Teatro Excelsior di Sampierdarena. Partecipa al concorso per le lunette del monumento a Vittorio Emanuele, ottenendo un encomio solenne in Roma, ed è presente alle Biennali Romane. Il dipinto "Le Madri" del 1924 viene acquistato alla III Biennale Romana per volere di Mussolini e oggi è nella collezione della Galleria Comunale di Arte Moderna di Roma. Nel 1918 vince il concorso come insegnante della famosa Scuola Preparatoria alle Arti Ornamentali del Comune di Roma dove, dal 1921, ha la cattedra di disegno pittorico, in via San Giacomo, che mantiene fino al 1925, annoverando, tra i suoi allievi dei corsi serali, anche Alberto Ziveri e Mario Mafai. La sua opera "Quiete" o "Fratini di Chianciano" è custodita presso il Musée des Beaux-Arts di Lausanne, con il titolo "Paysage". Dopo la sua morte, a soli 59 anni, gli eredi dell’artista hanno lasciato nel 1937 oltre 90 opere tra dipinti, incisioni e bozzetti al Museo Civico della città di Rieti per la realizzazione di un’esposizione permanente a lui dedicata e oggi nella Sala 9 della Sezione Storico-Artistica del museo sono esposte circa trenta sue opere.
 
da A. M. Comanducci ediz 1962
Nato a Rieti il 13 febbraio 1876, morto nel 1935.
Artista multiforme e versatile, seppe affermarsi in tutti i generi della pittura. Viene annoverato fra i migliori decoratori del nostro tempo. Fu buon figurinista e paesista; tratta con uguale facilità l'olio, la tempera, l'acquarello, l'acquaforte e il fresco. Quindicenne apprese i primi elementi del disegno da Francesco Bergamini a Roma, e contemporaneamente frequentava la Scuola Libera, presso l'Accademia di Belle Arti, per lo studio del nudo.
Nel 1898, presentatosi al Concorso Donizettiano di Bergamo con "Le ultime ore di Donizetti", fu premiato con medaglia d'argento. Nel 1899 partecipò alla Mostra Nazionale di Perugia con l'opera "In chiesa"; all'Esposizione di Firenze con "I disoccupati" si guadagnò una medaglia d'oro.
Ha decorato la Sala Maggiore del Palazzo Civico di Rieti e il Padiglione Ligure nell'Esposizione di Roma del Cinquantenario. Successivamente al Teatro Comunale di Rieti dipinse il sipario istoriandovi "La resa di Gerusalemme a Flavio Vespasiano". Sono pure opera sua il sipario del Teatro Verdi di Terni e il velario del Teatro Excelsior di Sampierdarena. Riportò un encomio solenne nel concorso per le lunette del monumento a Vittorio Emanuele in Roma. Partecipò a varie mostre estere e nazionali, fra cui la I e la II Biennale Romana, riscuotendo successi.
Altre sue opere notevoli sono: "Le madri", Galleria Mussolini in Roma; "Passa il dolore", nella Galleria Nazionale di Palermo; "Siesta", nella Galleria d'Arte Moderna in Roma; "L'inno al Sole", nel Museo di Belle Arti di Londra; "Pax" e "Fratini di Chianciano", nel Museo di Belle Arti di Losanna.
Ha eseguito grandiosi lavori di decorazione nei nuovi palazzi ministeriali in Roma e in numerose case gentilizie romane.

Bibliografia

A.M. Comanducci - Pittori italiani dell'Ottocento - Milano 1934
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962

L. Servolini - Dizionario illustrato incisori italiani moderni e contemporanei - Milano 1955

H. Vollmer - Kunstlerlex - 1953

Galletti e Camesasca - Enciclopedia della pittura italiana

Vita artistica - 1926


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