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Guglielmo Sansoni (Tato)

Sansoni (Tato) Guglielmo

Bologna 1896 / Roma 1974

Painter, Decorator, Photographer
Biografia

Pseudonimo Tato

Nel 1926 partecipa alla XV edizione della Esposizione Internazionale Biennale d'Arte della Città di Venezia esponendovi i dipinti "La processione della Madonna di S. Luca a Bologna", "La fiera del villaggio" e "L'assalto - Fantasia per l'alcova dell'ardito Mario Carli", mostra alla quale è ancora presente alla XVII edizione del 1930 con "Aeroplani", alla XVIII del 1932 con 5 dipinti tra cui "Sesquipolano", alla XIX del 1934 con "Trimotore nel Calambrone", "Un seimotori su monti - mare", "Me ne frego e vado su", "Splendore meccanico", alla XX del 1936 con "Dinamismo d'orchestra", "Dimmi si", "Motodinamismo", "Canta - motore - va" e "Aeropittura" ed infine alla XXIII edizione del 1942 con 12 aeropitture tra le quali "Aerpittura rosso nero viola di bombardamento", "Aeropittura di Stukas nella nebbia londinese" e "Aeropittura di Junker JU 87 su Malta". Nel 1935 espone alla Ia edizione della Mostra Quadriennale d'Arte Nazionale al Palazzo delle Esposizioni di Roma il trittico "Lavoro - Giovinezza - Sport", mostra alla quale è ancora presente alla II edizione del 1935 con nove dipinti tra i quali "Sorvolando Sabaudia", alla III del 1939 con "Sorvolando una officina", "Aeropittura di Keruan" e "Simultaneità di Duce + aeroplani + baionette", alla IV edizione del 1943 con il dipinto "Aeropittura di un distruttore Messerschmitt. ME. 110", alla V del 1948, alla VI del 1952 ed infine alla VII edizione del 1956.

 

Dall'Archivio della Quadriennale di Roma:

Volontario della guerra 1915-’18, durante la quale stabilisce una stretta amicizia con  Umberto Boccioni,  Luigi Russolo, e  Mario Sironi, al termine del servizio militare fa ritorno a Bologna dove organizza il primo gruppo futurista emiliano. Nel 1922, alla presenza di Marinetti, inaugura la I mostra d’arte futurista al teatro Modernissimo. Nel 1924 si trasferisce a Roma stabilendo contatti con l’ambiente futurista, presentandosi con una mostra personale alla Casa d’arte Bragaglia. Nel 1926 partecipa per la prima volta, con il gruppo futurista, alla XV Biennale di Venezia dove tornerà ad esporre in diverse edizioni fino al 1950. Il 16 aprile 1930 scrive il “Manifesto della fotografia futurista”, sottoscritto da Marinetti, e nel 1931 partecipa a Roma alla I Quadriennale d’arte nazionale, esponendo con il gruppo degli aeropittori alle successive tre edizioni (1935, 1939, 1943). Sempre nel 1931 organizza a Roma, alla Camerata degli artisti in piazza di Spagna, la prima mostra di aeropittura e firma con  Giacomo Balla,  Benedetta Cappa Marinetti,  Fortunato Depero,  Gerardo Dottori,  Fillia,  Enrico Prampolini, Marinetti e  Mino Stanislao Somenzi il “Manifesto dell’aeropittura”. Artista estremamente versatile, si dedica alla caricatura, alla fotografia, all’artigianato, alla grafica, alla pittura da cavalletto come all’affresco, decorando gli aeroporti di Siracusa, Tripoli, Guidonia, i palazzi governativi di Palermo, Trento, Gorizia e altri edifici pubblici e privati. Nel secondo dopoguerra la pittura di Tato mantiene il suo carattere polemico e burlesco conservando sempre un saldo impianto figurativo e descrittivo.


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