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Francesco Gai

Gai Francesco

Roma 1835 / Roma 1917

Painter, Sculptor, Architect, Decorator
Biografia

da A.M. Comanducci ediz 1962

Nato a Roma nel giugno 1835, morto il 7 maggio 1917. Studiò a Roma all'Accademia di S. Luca con il pittore Ferdinando Cavalleri e, poi con Francesco Podesti anconetano, del quale fu l'allievo predieltto e sposò la nipote. Con il Podesti collaborò alla esecuzione dei grandiosi affreschi della "Sala della Concezione" nel Palazzo Vaticano. Vinse il Gran Premio alla esposizione Vaticana del 1870 con il grande quadro "S. Giovani Gualberto detta il testamento ai discepoli", ora nella chiesa di S. Prassede a Roma. Venne nominato accademico di S. Luca nel 1871; e dell'Accademia si interessò con grande amore per tutta la vita, restaurandone le finanze e ripristinando i Concorsi che da anni erano stati soppressi per cattiva amministrazione dei lasciti. Nel 1913 ne fu nominato Presidente. Fu membro dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon e dell'Accademia di Belle Arti di Urbino. Della pittura in affresco divenne maestro, legando il suo nome a numerose opere, fra le quali: la grande lunetta della "Flegellazione" nella chiesa di S. Prassede; "Madona e Santi" nela Cappella Ruggeri al Verano; la "Deposizione" nella Cappela Fontana al Verano; sei grandi pannelli nella Cappella Orlando nel Cimitero della Misericordia a Livorno, da lui progettata, costruita e decorata con affreschi, stucchi e sculture; un "Cristo" nella Cappella Scarpellini nel Cimitero di Subiaco; il pannello della "Giustizia" nel Palazzo del Senato a Roma; i cartoni per tutta la decorazione musiva della chiesa di Parenzo. Fu grande ritrattista, e numerosissimi sono i suoi ritratti nella quasi totalità al vero e a tutta figura, fra i quali: la "Principessa Brancaccio con i figli"; la "Principessa Corsini"; la "Prinicipessa Massimo"; la "Contessa Scarpellini"; il gruppo dei figli Scarpellini e numerosissimi altri. Fu l'artista dei Principi Brancaccio a Roma, per i quali prese parte alla costruzione del Palazzo, che decorò nei suoi ricchissimi saloni come architetto e come pittore: un grande quadro allegorico "Le Ore", destinato ad un soffitto del palazzo è conservato nel suo studio. Per i Brancaccio, come architetto restaurò e ampliò il Castello di S. Gregorio e costruì una Villa a Nettuno. Fu anche scultore ritrattista e suoi sono i busti del Principe e della Principessa nella Galleria Brancaccio. Artista di eccessiva modestia, rifuggi sempre dell'esibizionismo, prese parte a pochissime mostre e quindi è poco noto. Sue opere figurarono nella Mostra del centenario della Società Amatori e cultori di Belle Arti in Roma, nel 1929. Il suo ultimo "Autoritratto" e il quadro "La Falciatrice" furono esposti alla Mostra dell'800, organizzata in Roma dall'Istituto di Studi romani.

Bibliografia

A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962


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