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Pastorella

Sottocornola Giovanni (Milano 1855 / Milano 1917)

Technique: Oil on canvas
Measures: 50cm x 35cm

Signed lower left.


Giovanni Sottocornola

Sottocornola Giovanni

Sottocornola Giovanni (Milano 1855 / Milano 1917)

Painter

Studia all'Accademia di Brera dove, si iscrive a ventidue anni, e ha come maestri Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini.
Fa parte di quei  pittori della scuola lombarda che negli ultimi anni dell'ottocento sono attratti dal divisionismo, anche per i risultati e il successo di un suo compagno di studi: Giovanni Segantini.
Riesce comunque in uno stile personale perchè capace di non forzare il proprio temperamento portato ad una introspezione gentile e pietosa sia della natura che del mondo infantile.
Oltre ad essere poetico indagatore dell'anima dei bambini, è poetico anche nel dipingere, non solo ad olio ma anche a pastello,  scene alpestri dove rappresenta gruppi di pecore presso figure di contadinelle,  in una atmosfera che ricorda quella di Segantini, ma con la forma sfocata  che è caratteristica della sua pittura.
Modesto e schivo, è un grande studioso della tecnica pittorica, cosa che gli consente di eccellere anche nel restauro, così il suo nome si lega al difficile recupero degli affreschi barocchi della chiesa di S. Antonio, e a quelli del Luini nella chiesa del Monastero Maggiore sempre a Milano.
 
Nel 1985, presso il Circolo della Stampa di Milano si è tenuta la mostra "Giovanni Sottocornola - Dal realismo sociale al quotidiano familiare", con catalogo di Giovanna Ginex, edito da EDI . Artes Milano.


da A. M. Comanducci ediz 1962
Nato a Milano il 1° agosto 1855, morto il 12 febbraio 1917. Studiò all'Accademia di Brera dove si iscrisse già ventiduenne e si conquistò rapidamente rinomanza di eccellente pittore con arguti saggi di natura morta e con ritratti ispirati ad un gentile e profondo sentimento dell'umano. Fu di quei pittori della scuola lombarda che nell'ultimo scorcio dell'ottocento sentirono la suggestione del fenomeno segantiniano. Ma pur andando in certo modo sulla scia del grande pittore di Arco riuscì personale in quanto seppe non forzare il proprio temperamento portato ad una introspezione gentile e patetica così della natura come del mondo infantile, del quale riuscì descrittore delicato e fragrante, specie col pastello che adoperò con grazia sensibile e con sentimento squisito dello sfumato. In tal modo il posto che occupa nella pittura italiana del tempo, è molto distinto e i recenti studi della critica d'arte lo hanno sempre più collocato in chiara luce in modo da toccargli ormai il titolo di Maestro, in considerazione del fatto che la sua forma è riuscita tipica e delimitata. Oltre all'essere stato il poetico indagatore dell'anima dei bambini, è stato anche poetico pittore di quadri di motivo alpestre tipici per rappresentare gruppi di pecore presso figure di contadinelle, gli uni e gli altri colti in una atmosfera segantiniana, ma realizzati in quella forma sfocata che è caratteristica dell'indole del tutto spirituale del pittore. Ebbe riconoscimenti ufficiali contrassegnati dai premi conseguiti come il Premio Cassani pel quadro "Luce e lavoro". Modesto e schivo nella vita, fu profondo studioso della tecnica della pittura, ciò che gli consentì di riuscire anche eccellente restauratore, attività che legò il suo nome al difficile restauro degli affreschi barocchi della chiesa di S. Antonio in Milano, e specialmente di quelli del Luini nella chiesa del Monastero Maggiore di Milano. Fra le sue opere maggiori sono da ricordare: "La frutta"; "Venditrice di zucche", presentate alla mostra di Milano del 1886; "Dilettante" e "Una pagina comica", esposte a Venezia nel 1887; "Un muratore"; "Effetto di tempo grigio" e "Fuori porta", con le quali l'artista partecipò alla Triennale Milanese del 1891; "Serenità"; "Il libro azzurro", della collezione Turri Gallina di Milano. Nella Galleria d'Arte Moderna di Milano si conservano di lui tre dipinti: "L'alba dell'operaio"; "Mariuccia" e "Ritratto di donna", il quale ultimo figurò nel 1900 alla Mostra della Pittura Lombarda dell'Ottocento. Tra le molte opere trattate a olio, a pastello e a sanguigna in cui l'artista profuse il proprio estro creativo sono ancora da ricordare: "Guardando dalla finestra"; "Bimbo pensoso"; "Popolane"; "Contemplazione"; "I fratellini"; "Maternità"; "La sosta"; "Donna che cuce"; "Primavera"; "Paesaggio montano"; "Ombre e luci"; "Bimba al mare"; "Nudo"; "Bambina in giardino"; "Pastorella con gregge"; "Il pesco in fiore".



 

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