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Domenico Pesenti

Pesenti Domenico

Medole - Mantova 1843 / Mantova 1918

Painter
Biografia

da A.M. Comanducci

Nato a Medole (Mantova) il 21 gennaio 1843 morto a Mantova l'11 febbraio 1918. Fino ai quindici anni lavorò come garzone presso un panettiere, poi, notata la sua buona inclinazione, egli fu mandato a Brescia, dove di giorno lavorava come intagliatore, la sera frequentava la Scuola Moretto, distinguendovisi. Per i suoi meriti appunto fu mandato a Milano, all'Accademia di Brera, nella quale gli furono maestri Eleuterio Pagliano e il Ferrario. Nel 1861 vinse il premio accademico e ciò lo fece conoscere agli intenditori, fra i quali il Mylius. Da allora il Pesenti viaggiò in Italia - a Firenze fu amico di Giovanni Fattori e di Telemaco Signorini - e all'estero, dovunque lavorando e studiando, con una tenacia e uno scrupolo degni di alta lode. I suoi dipinti, interni specialmente, e quadri di genere, con tutte le tecniche, apparvero frequentemente alle esposizioni nazionali ed internazionali: a Venezia, Roma, Napoli a Londra, Boston, Berlino, Monaco di Baviera. Nel 1889 egli subì una grave crisi di scoraggiamento, perchè lo minacciava la cecità ma, scongiurato il pericolo, egli riprese la sua attività tantochè nel 1914 apparve un suo dipinto, "Benedizione", alla Biennale Veneziana. Dal 1898 si era stabilito a Mantova, dove gli era venuta incontro la fraterna amicizia del comm. Luigi Valentini che fu suo buon mecenate e gli sgombrò gli ultimi anni da ogni preoccupazione venale. Il suo capolavoro è "Il coro di Santa Maria Novella". Altre durevoli opere sue sono: "Porte della città di Siena, vedute dalla Fortezza di Santa Barbara"; "Interno della chiesa plebana battesimale di Siena"; "Camera da letto nel Palazzo Reale a Milano", proprietà della Pinacoteca di Brera; "Cappella della Madonna delle Grazie", nel palazzo Venezia a Roma; "Vendita di angurie"; "Suonatori ambulanti"; "Una partita a briscola"; "La vedetta"; "Cattivo tempo"; "Effetto di sole"; "A novant'anni"; "Maestra di musica"; "Primizie"; "La fabbrica di stoviglie del signor Grassini di Montelupo"; "Ritratto della contesse Maffei nel proprio salotto"; "Il piccolo artista"; "La fabbrica di stoviglie del signor Romagnoli di Montelupo"; "In Toscana"; "Madonna di Andrea del Sarto alla SS. Annunziata di Firenze"; "Visita ai contadini di Valeobraia"; "Studio di Frate Savonarola", che ora trovasi nel Museo di San Marco a Firenze; "Ingresso alle Cappelle Medicee"; "Chiostro di Santa Maria Novella in Firenze"; "Galleria Pitti"; "Santa Maria del Fiore"; "La predica"; "Chiesa di Santa Maria in Esine ove fu battezzato Leotelmonte". Nel 1933 a Milano fu ordinata una mostra retrospettiva, nella quale figurarono ottantasei opere, ad olio, all'acquarello, a pastello. Fra le altre si citano: "Donna che cuce"; "Notte d'estate"; "Paesaggio alpestre"; "All'abbeveratoio"; "I nonni"; "Vita semplice"; "Autoritratto". Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano si conserva: "Interno di un'officina meccanica".


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