Nacque a Crema il 25 febbraio 1908 e morì a
Milano Miazzina il 15 luglio 1958. Compì gli studi nell'Istituto Belle Arti di Firenze e all'Accademia di Brera di Milano dove fu assistente di
Aldo Carpi. Espose alcune litografie alla Biennale Veneziana del 1934 e dipinti a quella del 1936; alla I e III Mostra del Sindacato Nazionale di Firenze nel 1933 e a Milano nel 1941; al Il Premio Cremona nel 1940; al III Premio Bergamo nel 1941. Svolse notevole attività artistica in Italia prima; nel 1937 in Svizzera e nel 1938-39 a Londra. A Milano alla Galleria d'Arte Moderna si trovano tre suoi quadri: "Paesaggio"; "Portofino", col quale conseguì il Premio Sallustio Fornara nel 1937 e "Isola Comacina". Alla XXIV Biennale Veneziana presentava "L'ora del sonno all'asilo"; alla XXV (1950) "Piccolo lago lombardo". Ha scritto L. Borgese: "Carlo Martini, essere timido, dolce, angelicamente buono e comprensivo, aveva una pittura che somigliava in maniera straordinaria alla sua propria persona; o, per meglio dire, alla sua anima: Fine, sensibile, aristocratico nel tocco, lieve nell'impressione, Carlo Martini sarebbe stato incapace della minima volgarità anche in arte, anche nel mestiere. Egli vedeva da lontano, con stacco, ma senza superbia, non dall'alto, come appartato nel mondo, non fuori dal mondo, in una riserva quasi pudica; e il suo colore chiaro e tenue, grigio, celeste, rosa, biondo non ha nulla del partito preso e della ricetta. Carlo conobbe
Pio Semeghini, il chiarismo, la vaporosa, aerea pittura inglese: non mise però mai una pennellata con l'idea preconcetta di far chiaro, di far rosa, di mostrarsi delicato. Il suo pennello era leggiero perchè tenuto così dal sentimento".