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Francesco Trombadori

Trombadori Francesco

Siracusa 1886 / Roma 1961

Painter
Biografia

da A. M. Comanducci
Nato a Siracusa il 7 aprile 1886, vive a Roma.
Buon colorista, dalla pennellata larga e pastosa, sa essere moderno senza cedere alle mode artistiche. Tratta con pari successo il paesaggio, la figura, la natura morta.
Sue opere sono apparse alle Biennali Veneziane: nel 1924, una "Natura morta"; nel 1928, "Canale"; nel 1930, due "Paesi", e nel 1932, sette opere che hanno detto la maturità raggiunta da questo artista: "Autoritratto"; "Fanciulla con la chitarra"; "Fanciulla nuda"; "Paese dalla finestra"; "Paese di Abruzzo"; "Saline in Sicilia" e "Natura morta".
 
Nel 1935 partecipa alla Ia edizione della Mostra Quadriennale d'Arte Nazionale al Palazzo delle Esposizioni di Roma i dipinti "Tagliacozzo", "Natura morta" e "Paese", mostra alla quale è ancora presente alla II edizione del 1935, alla III del 1939, alla IV del 1943 alla quale espone "Ritratto di mia madre", "Paese" e "Natura morta", alla V edizione del 1948 ed ancora in maniera continuativa dalla VII edizione del 1956 alla IX del 1966. Nel 1948 espone ancora alla XXIII edizione della Esposizione Internazionale Biennale d'Arte della Città di Venezia i dipinti "Paracadutisti", "Sbarco di un pilota ferito", "Apprestamento di un 'Cant Z 505'" e "Decollo di un 'Cant Z 501'", alla XXIV edizione del 1948 con "Mattinjo", "Le case bianche" e "Paese", alla XXV del 1950 alla quale espone "case in collina", alla XXVII edizione del 1952 con "Mattino", "Il corridoio dei Papi", "Marina", "Il Campidoglio dal Foro Romano" e "Il Foro Romano" ed infine alla XXVIII edizione del 1954 alla quale partecipa con i dipinti "le case bianche", "Il Muro Torto", "Passaggio a livello", "La piramide di Cajo Cestio" e "L'Arco di Giano"
 
 
Nel 2007, presso la Galleria Civica Montevergini di Siracusa, si è tenuta la mostra "Francesco Trombadori e la Sicilia" con catalogo edito da Sivana Editoriale.
 
Dall'Archivio della Quadriennale di Roma:
Frequentata la scuola tecnica a Siracusa, dal 1907 si trasferisce a Roma per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, seguendo contemporaneamente i corsi della Scuola libera del nudo. Assiduo frequentatore della “terza saletta” del Caffè Aragno, è interessato inizialmente alla tecnica divisionista praticata nello studio di Enrico Lionne, che frequenta dal 1913 fino alla partenza per la guerra nel 1915. Nell’agosto del 1916 viene ferito a Gorizia. Dopo la guerra torna a Roma e si stabilisce a Villa Strohl-fern, dedicandosi allo studio della pittura antica. Nel 1923 alla II Biennale Romana espone insieme agli artisti definiti dalla critica “Neoclassici”. È invitato alle mostre del Novecento italiano, alle Biennali e alle Sindacali romane, a nove edizioni della Quadriennale di Roma e a dodici edizioni della Biennale di Venezia. Dal 1925 inizia l’attività di critico d’arte, scrive per “L’Epoca” e “L’Opinione”. Nel 1938 inizia la collaborazione con le edizioni “Circoli” che prosegue nel tempo con la pubblicazione di brani di critica, di analisi storica e con recensioni di libri. Nell’agosto del 1944 partecipa alla mostra "Arte contro la barbarie". Dopo la guerra avvia una nuova ricerca pittorica, incentrata su una originale e raffinata lettura del paesaggio romano in chiave neometafisica. Tiene personali alla Galleria del Pincio (1951), alla Tartaruga (1955) e alla Galleria Russo (1961). Dal 1950 torna frequentemente in Sicilia, si spegne nello studio di Villa Strohl-fern a Roma.


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