Ugo Martelli

Martelli Ugo

Ferrara 1881 / Desenzano del Garda - Brescia 1921

Pittore, Incisore, Decoratore
Biografia

da A.M. Comanducci ediz 1962

Nato a Ferrara il 15 luglio 1881, morto a Sirmione il 25 giugno 1921. Appresi i primi elementi dell'arte alla scuola «Dosso Dossi» della città estense, si recò a Milano e vi frequentò per qualche anno l'Accademia di Brera, dove si guadagnò un premio di «fondazione di Brera». Espose per la prima volta la Milano una serie di tempere tra cui "Orgoglio del bosco", lodata da Filippo Carcano. Partecipò in seguito a molte esposizioni e nel 1914, alla Biennale di Venezia, il suo dipinto "Alberi solitari" fu acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Alla Mostra Italiana a Londra (1916) fu presente con tre acqueforti: "Brugese", "Cadore" e "Temporale lontano". Nel 1920 a Ferrara partecipò con vivo successo all'Esposizione regionale, e due suoi quadri rimasero nella città nativa; un "Tramonto", nel Castello Estense; l'altro, "Abruzzo", nella Galleria Civica. La sua "Barca di Gesù" fu in seguito acquistata dalla Galleria d'Arte Moderna di Roma. Artista vigoroso, sensibile, incominciò con quadri di paesaggio un po' romantici, come "Sera di maggio" e "Le barche", ed arrivò poi, attraverso tormentose ricerche, ad una pittura simbolica, serrata e severa, sintetica, costruita con larghezza di piani e solidità architettonica. Anche il colore, prima luminoso, chiaro e trasparente, divenne più serio e dignitoso. Egli sarebbe certo arrivato molto in alto se un tragico incidente motociclistico non avesse, di colpo, stroncata la sua vita. Tra le sue opere si citano: "La Badia di Pomposa", che nel 1917 vinse il premio Mylius; Il ciclo dei quadri dedicati alla "Abbadia di Pomposa", esposti nel 1919 a Milano, nel 1920 a Ferrara, e che ora appartengono alla Galleria d'Arte Moderna di Milano; una serie di quadri chiari e sereni, proprietà di Marta Palmer, una serie di affreschi e di graffiti decorativi e di vetrate nella casa di San Francesco del Garda (di Marta Palmer), tra cui notevole "Il pifferaio", infine ventitrè quadri del ciclo "La terra e l'uomo", che doveva constare di venticinque dipinti, da lui lasciati in parte quasi finiti, e in parte solo abbozzati. Alla Biennale Veneziana del 1922 figurarono, in mostra postuma, alcuni di essi: "La terra"; "Il sonno"; "Maternità"; "Le tre Marie"; "Il pianto" (interamente finiti); e "L'acqua" e "Il pane", soltanto disegnati su tela. A Milano alla Galleria d'Arte Moderna si trovano altri sette quadri.

 

Partecipa alla Esposizione Nazionale d'Arte a Brera nel 1915, con il dipinto "La campagna lombarda", e nel 1916, esponendovi il dipinto "Tramonto". 

Bibliografia

A.M. Comanducci - Pittori italiani dell'Ottocento - Milano 1934
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945
A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962
L. Servolini - Dizionario illustrato incisori italiani moderni e contemporanei - Milano 1955

Nicodemi bezzola - La galleria d'arte moderna - Milano 1935

Thieme Becker  - Kunstlerlex - 1930

Vita d'Arte - 1916

Pagine d'Arte - 1917

Kunstchronik - 1919/20  

Corriere della Sera - 1921

Enciclopedia Italiana Treccani - 1934

Emporium - 1914   1916   1917

Catalogo XIII Esposizione Internazionale d'arte della Città di Venezia - 1922

Galletti e Camesasca - Enciclopedia della pittura italiana

 

Opere

Paesaggio con alberi - Museo dell'Accademia Ligustica di Genova



 

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