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Giuseppe Fraschetti

Fraschetti Giuseppe

Firenze 1879 / Firenze 1956

Painter, Decorator
Biografia

da A.M. Comanducci ediz 1962

Nato a Firenze il 17 luglio 1879, fin dai primi anni manifestò inclinazione al disegno, che fu per lui il primo mezzo di espressione. Terminati gli studi elementari, fu iscritto all'Istituto d'arte a S. Croce, in cui ebbe per maestro Giacomo Lolli e per compagni di studi Giuseppe Lunardi e Armando Spadini. Fu prescelto dal maestro per decorare la chiesa russa in Firenze. Da allora la sua attività non ebbe più soste e affrontò i soggetti religiosi nelle sue più diverse espressioni. Non trascurò i suoi prediletti lavori di cavalletto e creò dipinti luminosi di paesaggi, di figure, di composizione, esposti poi, con sempre crescente successo, nelle più importanti mostre collettive e personali, italiane e straniere. Fin dai primi del secolo prese parte in tutte le manifestazioni bandite dalla Società di Belle Arti di Firenze. Il suo "Autoritratto" nel 1908 gli procurò la nomina a membro residente. Fra le opere religiose: una pala di altare in onore dei caduti della guerra 1915-1918, che figura nella Chiesa di Ricorboli in Firenze; "Il martirio di S. Agata" nella Chiesa di Reggello; "Il Sacro Cuore" e la "Via Crucis" per il Santuario del Passo della Cisa; La "S. Rita" per la Chesa di S. Lucia sul Prato a Firenze e, nel 1950, un affresco per la cappella dedicata a S. Salvatore da Horta nella Chiesa di S. Gaetano in Firenze. Lasciò, nella sua vita laboriosa, un'impronta della più luminosa tradizione toscana. Attinse dalla natura, ispirandosi sempre al vero, fonte inesauribile di divina bellezza. Un suo "Atoritratto" e il "Ritratto della moglie" assieme a un "Paesaggio toscano", forti di disegno e pregevoli di colore, figurano alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Altri suoi lavori si conservano in collezioni e Gallerie in Italia e all'estero. Non seguì nè mode, nè scuole, non imitò, nè si lasciò influenzare da tendenze moderne. Trovò nella sua città meravigliosa gli esempi più fulgidi dei grandi maestri e nelle amene campagne della toscana una natura ricca di, motivi, perchè sapeva comprenderla pienamente e interpretarla con fine sensibilità. Morì a Firenze nel 1956. 

Bibliografia

A.M. Comanducci - Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei - III ediz. Milano 1962




 

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