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La mascherina (1915 - 1920 )

Caputo Ulisse (Salerno 1872 / Parigi 1948)

Tecnica: Olio su tela applicata su cartone
Misure: 36cm x 28cm

Opera firmata in basso a sinistra

Bibliografia: Un "Italiano di Parigi". Ulisse Caputo. Salerno 1872 - Parigi 1948 a cura di M.Picone Petrusa Ed. De Luca Salerno 1997


Ulisse Caputo

Caputo Ulisse

Caputo Ulisse (Salerno 1872 / Parigi 1948)

Pittore, Incisore, Decoratore

Figlio di uno scenografo che, lieto della sua precoce vocazione, lo fece iscrivere all'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove ben presto Domenico Morelli si interessò a lui, prendendolo nella sua classe.
Alla fine degli studi passò nello studio di Gaetano Esposito, che gli insegnò non pochi segreti di tecnica e sane norme d'arte.
La fredda accoglienza ricevuta dai suoi dipinti, presentati alla Promotrice di Napoli e alla esposizione Annuale di Brera, lo rattristò a tal punto da trasferirsi all'estero, stabilendosi, nel 1900, a Parigi, Anche in Francia gli esordi non furono facili, per mantenersi eseguiva figurini di moda e cartoline illustrate, ma, nelle ore che gli restavano libere, studiava e dipingeva.
Ben presto le sue tele, esposte al "Salon des artistes francais" e ad altre mostre, richiamarono su di lui l'attenzione del pubblico e della critica, procurandogli una medaglia d'oro a Parigi ed un'altra a Monaco di Baviera.
Colorista schietto e brillante, dalla pennellata disinvolta, studiò con ottimi risultati gli effetti della luce e nei suoi quadri, ricchi di scene familiari e mondane, dominano la grazia e l'eleganza muliebri: il salotto, il caffè, il teatro, e dovunque la donna, sotto il fulgore delle lampade o al colorato riflesso d'un paralume di seta, fra scintillii di ninnoli e di coppe, di vasi e di gioielli.



da A. M. Comanducci ediz 1962
Nato a Salerno il 5 novembre 1872, emigrò a parigi nel 1900.
Studiò all'istituto di Belle Arti di Napoli, allievo prediletto di Domenico Morelli, dal quale apprese la poesia, la gentilezza della pittura e l'armonia dei colori.
Fu anche allievo ed amico di  Gaetano Esposito, col quale collaborò in alcuni lavori.
Decorò una chiesa adibita ad ossario, a Vinzaglio.
A Parigi, dei suoi quadri portati da Salerno ne espose uno al Salone di Parigi e un altro a Venezia. Ebbero buon successo le "Impressioni della strada di Parigi romantica".
Nel 1907 espose agli Indipendenti ed al Salone degli artisti francesi.
"La sinfonia" è attualmente nel Museo del Lussemburgo; "L'Eroica" in una Galleria italiana.
Nel 1914 ebbe una missione dal Governo francese al Marocco, dove fu ospite del generale Chambrun.
Alcuni suoi quadri furono acquistati dal Re, dalla Galleria di Villa Torlonia, dalla Navigazione Generale in diverse gallerie private italiane, dal Kedivé d'Egitto, dal Governo francese, dal Museo di Santiago, dal Museo di Lima, dalla Galleria Neuman.
Alla Biennale Veneziana del 1914 espose "Violante"; "Blanche"; "Incognita".





 

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