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Ferruccio Scattola

Scattola Ferruccio

Venezia 1873 / Roma 1950

Pittore
Biografia

da A. M. Comanducci
Nato a Venezia il 15 settembre 1873, vive a Roma.
Autodidatta, si pose a dipingere a diciassette anni, studiando il vero.
Tratta tutti i generi, dal paesaggio al ritratto, trasfondendo nei suoi lavori un accoramento e una squisita malinconia che si riscontra specialmente nei suoi paesaggi, i quali rimangono così più commossi e più cari.
Egli è un poeta della tavolozza, il quale all'espressione emotiva della figura e del paesaggio unisce uno spiccato senso decorativo della forma e del colore e un sapiente gusto dell'armonia della composizione.
Espose i primi lavori alla Permanente di Venezia. Con un "Interno di San Marco" vinse il premio Fumagalli.
Dal 1897 espose a quelle Biennali Veneziane: in quell'anno: "Caffè a Costantinopoli" e "I ricchi"; nel 1889: "Luce d'argento" e "Dopo la pioggia (Piazza San Marco)"; nel 1901: "Maniscalco" e "Agosto"; nel 1903: "Velieri in canale della Giudecca"; "La chiesetta di notte" e "Campagna bionda", attualmente nella Galleria Internazionale di Venezia; nel 1905, "Giorno d'autunno"; "A Burano" e "Nel Lazio"; nel 1907, "Assisi" e "Mercato di cocci (Assisi)"; nel 1909, "Sagra di San Giovanni"; nel 1910, trentun quadri, "Paesaggi e visioni umbre e toscane"; nel 1912: "Ritratto di Nino Barbantini"; "Un'alba" e "Serenata"; nel 1914: "Gita in barca"; "La danzatrice Dora Angel"; "Il finale dei fuochi" e "Capriccio in grigio e viola".
Dopo la prima guerra europea riprese ad esporre: nel 1922: "Una processione a Bergamo"; "In Val Brembana" e "Assisi"; nel 1926: "Un eremo (Assisi)"; "A Vittorio Veneto" (1916) e "La scelta"; nel 1928: "Val di Non"; "Lo sterro" e "Vento di terra"; nel 1930, "II pescatore e la sua barca" e "Vita di bordo"; nel 1932: "Le Mantellate"; "Mimose"; "Anticaglie"; "Veduta di Roma"; "Pesci" e "Angolo".
Nel 1922 alla Primaverile Fiorentina espose: "Val Brembana"; "Lo scialle cinese" e "Crisantemi".
Nel 1924 alla Internazionale Veneziana fu ordinata una mostra individuale delle sue opere.
Vi figurarono: "Farfalle della Laguna"; "San Domenico da Fontebranda"; "Il Duomo di Siena"; "Colle aprico (Val Brembana)"; "Venezia pittoresca"; "Vecchie case a Castello"; "Traghetto di Lido"; "Madonna Verona"; "Povertà serena (San Francesco del Deserto)"; "Bragozzi chioggiotti"; "Le torri di San Gimignanio"; "Bacino San Marco"; "Al passo della Presolana"; "Calma sciroccale"; "Livigno"; "Spiaggia di Lido"; "San Francesco in Assisi"; "Il Pomagagnon"; "Ritratto"; "Domenica di marzo"; "La Laguna del Lido"; "Piazza della Collegiata"; "San Giorgio"; "Tempo di burrasca"; "A San Nicoletto"; "Piazza del campo".
Sue opere sono conservate nella Galleria d'Arte Moderna di Roma e precisamente le nominate: "Impressioni del mercato di Assisi"; "Il maniscalco" e "Le crete di Volterra". Nella Galleria d'Arte Moderna di Milano è collocato "Fine di marzo". Altre sue opere si trovano nel Museo Stampalia di Venezia; nel Museo Marangoni di Udine; nel Museo Revoltella di Trieste. In quello del Lussemburgo a Parigi è collocato "Notturno a San Gimignano".
Alla Mostra dei Quarant'anni (Venezia 1935) figuravano diciassette opere, datate dagli anni 1910 al 1931.

La Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza conserva i suoi dipinti Processione in "Assisi" e "Porto Garibaldi".


da Le Biennali di Venezia - Esposizione 1895,1897 e 1901
Nato a Venezia il 15 settembre 1873, non frequentò Accademie, nè ebbe alcun maestro. A diciassette anni si pose a disegnare e a dipingere, copiando dal vero.
I primi suoi lavori li espose alla Permanente di Venezia. A Milano un suo «Interno di S. Marco» fu premiato. Nel 1897 espose a Venezia «I ricchi», nel 1899 «Piazza S. Marco dopo la pioggia».


da Le Biennali di Venezia - Esposizione 1910
«PAESAGGI E VISIONI UMBRE E TOSCANE» di Ferruccio Scattola
Ci siamo rivolti a Ferruccio Scattola, per averne qualche notizia biografica.
Egli ci risponde con una pagina breve, ma cosi limpida e sincera che noi non sapremmo dire certamente di più e di meglio. La riproduciamo senz'altro:
«Sono nato nel I873. Finiti pochi corsi di studi, mi misi a dipingere da solo senza guida incerto se entrare all'Accademia o nello studio di qualche artista; cosi continuai e continuo a studiare la natura. Non amo però l'arte che la riproduce in forma troppo obbiettiva, sono anzi convinto che solo è opera eccellente quella, che attraverso la sensibilità dell'artista, la traduce con uno stile. La natura mi attrae in tutte le sue forme, dandomi una continua irrequietudine; tentai infatti diversi aspetti ed espressioni del vero, sono però persuaso di prediligere alcune forme e motivi che amai fino dai primi anni e alle quali ad intervalli faccio ritorno. Da qualche anno cerco di dare alla mia pittura uno stile decorativo; la decorazione, a parer mio, può contenere in se le più belle qualità dell'opera d'arte, sia intime che grandiose, sia intellettuali che sensorie. Se quest'anno mi presento come paesista, trattai anche la figura, dipinsi qualche ritratto e spero di aver presto l'occasione di far conoscere questi miei nuovi studi»


da Le Biennali di Venezia - Esposizione 1924
di Nino Barbantini
Le pitture di Ferruccio Scattola, discrete e gentili, con soffi leggiadri di vento che gonfiano le vele candide nel bacino festoso, con illuminazioni soave che spetrano ogni cosa sicché il profilo della città sembra sull'acqua lattiginosa un'apparizione effimera, con specchi di laguna calma verso San Francesco del Deserto solcati dalla barca dei frati silenziosi che ritornano al convento casalingo; denotano con arte delicata una sensibilità trepidante.
Qualche anno fa il pittore «cercava - sono parole sue, di dare alla pittura uno stile decorativo».
Ormai è ritornato alla realtà a cuore sgombro, con confidenza. Segni di quelle sue ricerche d'allora perdurano nelle sue opere d'oggi e indicano forse un'inclinazione della sua indole. Accenna talora a inventare la costruzione del quadro, ad accordare tonalità astratte, a raccogliere la forma reale entro linee meditate; e forse egli pensa tuttavia che «solo, è opera eccellente - sono ancora parole sue - quella che traduce la natura con uno stile».
Ma quei soffi di vento, quel tenue apparire della città mattutina, quel riflettersi dell'aria nella laguna religiosa, sono apprezzati e realizzati con un naturalismo per quanto sognante, sincerissimo.
E certo è il controllo sensibile e attento del vero che gli permette di stabilire, con una timidezza appena velata di malinconia, quei bianchi circonfusi di vento che battono sulla maretta del bacino come palpiti d'ala, quei toni bigi e quei grigi azzurrastri che drizzano le muraglie cupe delle città antiche d'Umbria e Toscana sotto cieli amari dimora di falchi.
Scattola è uno dei non molti pittori che considerano ancora la pittura - invece che come la pratica d'una dottrina - nel suo significato originale, come pittura, germoglio prima che del cervello, degli occhi. E del resto anche nelle sue pitture recenti, lo stile c'è. Consiste nella qualità delle gamme chiare e modeste, negli andamenti del disegno che si direbbe adesso in tempi classici, vago e maldestro perché è autentico e personale, in quella vena di accoramento, o di apprensione, o di squisita stanchezza che trascorre in molti dei suoi paesaggi e li rende più commossi e più cari.
Perché forma l'umanità di quest'arte schietta. L'umanità e la poesia.
Scattola è nato a Venezia e ha 50 anni.


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